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Fare e disfare il genere

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  • 376 stron
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Cosa resta del genere ? Quali spazi per articolare criticamente un discorso sulla norma eterosessuale, sul femminismo, sulla parentela, sulle unioni tra persone dello stesso sesso, sul corpo, sull’identità di genere e i suoi presunti “disturbi”? E in che modo l’articolazione critica di un discorso sul genere sollecita, e veicola, motivi di ripensamento del riconoscimento intersoggettivo, dell’interdipendenza, della vulnerabilità, del desiderio – e dell’autodeterminazione? Questi i nodi trattati tra le pagine di Fare e disfare il genere, che costituisce la riflessione più matura – e vibrante – di Judith Butler sui temi che nei primi anni Novanta furono al centro del fondamentale, e tuttora discusso, Gender Trouble, caposaldo del femminismo contemporaneo e stella polare delle teorie queer. Si tratta, per molti aspetti, di una vera e propria riconsiderazione di quelle tesi iniziali: to do and undo one’s gender , infatti, non significa considerare il genere solo nei termini di una performance che si può fare o disfare, recitare in modo più o meno consapevole, più o meno critico, o più o meno dissidente. Significa, piuttosto, soffermarsi sulla processualità del “fare” e del “disfare”, individuale e collettiva, per cogliere in essa i tratti di una riconfigurazione costante dei parametri di intelligibilità del soggetto che il genere, incessantemente, produce.

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Fare e disfare il genere, Judith Butler, Federico Zappino

Język
Rok wydania
2014
Oprawa
(miękka)
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4,1
Bardzo dobra
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Tytuł
Fare e disfare il genere
Język
włoski
Wydawca
Mimesis
Rok wydania
2014
Oprawa
miękka
Liczba stron
376
ISBN10
8857522032
ISBN13
9788857522036
Seria
Ocena
4,1 z 5
Opis
Cosa resta del genere ? Quali spazi per articolare criticamente un discorso sulla norma eterosessuale, sul femminismo, sulla parentela, sulle unioni tra persone dello stesso sesso, sul corpo, sull’identità di genere e i suoi presunti “disturbi”? E in che modo l’articolazione critica di un discorso sul genere sollecita, e veicola, motivi di ripensamento del riconoscimento intersoggettivo, dell’interdipendenza, della vulnerabilità, del desiderio – e dell’autodeterminazione? Questi i nodi trattati tra le pagine di Fare e disfare il genere, che costituisce la riflessione più matura – e vibrante – di Judith Butler sui temi che nei primi anni Novanta furono al centro del fondamentale, e tuttora discusso, Gender Trouble, caposaldo del femminismo contemporaneo e stella polare delle teorie queer. Si tratta, per molti aspetti, di una vera e propria riconsiderazione di quelle tesi iniziali: to do and undo one’s gender , infatti, non significa considerare il genere solo nei termini di una performance che si può fare o disfare, recitare in modo più o meno consapevole, più o meno critico, o più o meno dissidente. Significa, piuttosto, soffermarsi sulla processualità del “fare” e del “disfare”, individuale e collettiva, per cogliere in essa i tratti di una riconfigurazione costante dei parametri di intelligibilità del soggetto che il genere, incessantemente, produce.