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Proleterka è il nome di una nave. Attraccata a Venezia, aspetta di portare in Grecia un gruppo di rispettabili turisti di lingua tedesca. Gli ultimi a salire sono un signore che zoppica lievemente e sua figlia non ancora sedicenne. Fra padre e figlia c’è un’estraneità totale, e insieme un legame che risale a un tempo remoto e oscuro – e sembra precedere le loro esistenze. In quel viaggio, la figlia vorrebbe conoscere qualcosa di più di quella persona inverosimilmente ignota dagli «occhi chiari e gelidi, innaturali». Ma soprattutto sente una furia di scoprire quell’altra cosa ignota che è la vita stessa, sino allora soltanto fantasticata. E la crociera sulla Proleterka è predestinata a iniziarla: «La Proleterka è il luogo dell’esperienza. Quando finisce il viaggio, lei deve sapere tutto». Un giorno, visto dalla specola del ricordo, il passaggio su quella nave, che aveva la patina vibrante di ciò che accade per la prima volta, diventerà un viaggio nella terra dei morti, fra quegli esseri che «vengono incontro tardi» e «richiamano quando sentono che diventiamo prede ed è ora di andare a caccia». I due viaggi si intersecano e si sovrappongono con una impavida naturalezza, fondendosi in una prosa che sa penetrare come una lama nella zona segreta dove si nasconde l’emozione.

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Proleterka, Fleur Jaeggy, Fjodor Michajlovič Dostojevskij

Język
Rok wydania
2001
Oprawa
(miękka)
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3,3
Dobra
42 Ocena

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Tytuł
Proleterka
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2001
Oprawa
miękka
Liczba stron
114
ISBN10
8845916510
ISBN13
9788845916519
Seria
Pierwsze wydanie
2003
Oryginalna nazwa
Proleterka
Ocena
3,25 z 5
Opis
Proleterka è il nome di una nave. Attraccata a Venezia, aspetta di portare in Grecia un gruppo di rispettabili turisti di lingua tedesca. Gli ultimi a salire sono un signore che zoppica lievemente e sua figlia non ancora sedicenne. Fra padre e figlia c’è un’estraneità totale, e insieme un legame che risale a un tempo remoto e oscuro – e sembra precedere le loro esistenze. In quel viaggio, la figlia vorrebbe conoscere qualcosa di più di quella persona inverosimilmente ignota dagli «occhi chiari e gelidi, innaturali». Ma soprattutto sente una furia di scoprire quell’altra cosa ignota che è la vita stessa, sino allora soltanto fantasticata. E la crociera sulla Proleterka è predestinata a iniziarla: «La Proleterka è il luogo dell’esperienza. Quando finisce il viaggio, lei deve sapere tutto». Un giorno, visto dalla specola del ricordo, il passaggio su quella nave, che aveva la patina vibrante di ciò che accade per la prima volta, diventerà un viaggio nella terra dei morti, fra quegli esseri che «vengono incontro tardi» e «richiamano quando sentono che diventiamo prede ed è ora di andare a caccia». I due viaggi si intersecano e si sovrappongono con una impavida naturalezza, fondendosi in una prosa che sa penetrare come una lama nella zona segreta dove si nasconde l’emozione.