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C'era una volta l'amore

Brevi lezioni per innamorarsi con filosofia

Ocena książki

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  • 176 stron
  • 7 godzin czytania

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Tutti crediamo di sapere cosa sia l’amore, sin da bambini, quando lo vediamo negli occhi dei nostri genitori. L’amore è assoluto, ci convinciamo. Purtroppo o per fortuna quello è solo un tipo di amore; poi, nel corso degli anni, ne incontriamo altri, più transitori e relativi. Che possono fare male. E allora cerchiamo di darci delle regole, perché l’amore non ci prenda più alla sprovvista. Regole che puntualmente contravveniamo. Lo facciamo noi, che restiamo aggrappati in preda all’ansia attendendo un messaggino sul cellulare, così come lo hanno fatto Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, Abelardo ed Eloisa, Hannah Arendt e Martin Heidegger. Non c’è buon proposito, per quanto filosofico possa essere, che tenga di fronte all’irrazionalità del sentimento. Bisogna viverlo come viene. Vittoria Baruffaldi ci accompagna tra gli alti e bassi della nostra vita amorosa, accostandosi alle sventure sentimentali dei filosofi in cerca di conforto. E ci lascia con la rassicurante consapevolezza che anche chi ha dedicato l’esistenza a speculare sul senso delle cose, quando si è trattato di faccende di cuore ci ha capito poco o niente.

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C'era una volta l'amore, Vittoria Baruffaldi

Język
Rok wydania
2020
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
C'era una volta l'amore
Podtytuł
Brevi lezioni per innamorarsi con filosofia
Język
włoski
Wydawca
Einaudi
Rok wydania
2020
Oprawa
miękka
Liczba stron
176
ISBN10
8806234234
ISBN13
9788806234232
Seria
Ocena
3,3 z 5
Opis
Tutti crediamo di sapere cosa sia l’amore, sin da bambini, quando lo vediamo negli occhi dei nostri genitori. L’amore è assoluto, ci convinciamo. Purtroppo o per fortuna quello è solo un tipo di amore; poi, nel corso degli anni, ne incontriamo altri, più transitori e relativi. Che possono fare male. E allora cerchiamo di darci delle regole, perché l’amore non ci prenda più alla sprovvista. Regole che puntualmente contravveniamo. Lo facciamo noi, che restiamo aggrappati in preda all’ansia attendendo un messaggino sul cellulare, così come lo hanno fatto Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, Abelardo ed Eloisa, Hannah Arendt e Martin Heidegger. Non c’è buon proposito, per quanto filosofico possa essere, che tenga di fronte all’irrazionalità del sentimento. Bisogna viverlo come viene. Vittoria Baruffaldi ci accompagna tra gli alti e bassi della nostra vita amorosa, accostandosi alle sventure sentimentali dei filosofi in cerca di conforto. E ci lascia con la rassicurante consapevolezza che anche chi ha dedicato l’esistenza a speculare sul senso delle cose, quando si è trattato di faccende di cuore ci ha capito poco o niente.