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Francesco Mastriani

Un escluso

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"Il saggio Francesco un escluso nasce da una rivisitazione finalizzata a dimostrare e a ribadire, nell'economia della trattazione, la collocazione dell'appendicista napoletano fuori dalle istanze naturalistiche e realistiche. Quali le motivazioni? L'assenza dei requisiti peculiari della narrativa verista, che "l'opera d'arte deve sembrare essersi fatta da sé" sulla scorta di indagini scientifiche, di alterazioni fisiologiche, patologiche, ereditarie, storiche, ambientali. A queste tesi, di taglio lombrosiano e zoliano, per carenza di informazione e formazione pertinente, non attiene il Mastriani, il quale, anche se con connaturata indignatio, "II verismo l'ho inventato io", rimane sostanzialmente un osservatore triste e malinconico di Napoli e dei suoi fuorviati. Figure truculente e sanguigne non sono sbozzate con l'approfondimento fisicochimico del narratore naturalista, ma con l'ottica del socialismo francescano, con gli stimoli del filantropismo, aduso, senza tralasciare il concetto di imparzialità della giustizia, a commiserare devianze e malversazioni di ogni genere. Delitti, omicidi, violenze, prostituzione sono la fisionomia e la voce dei vicoli, nei quali non attecchisce la nozione di letteratura interrelata con politica, economia, diritto, filosofia, arte, religione." Postfazione di Francesco d'Episcopo.

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Francesco Mastriani, Anna Gertrude Pessina

Język
Rok wydania
2013
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Francesco Mastriani
Podtytuł
Un escluso
Język
włoski
Wydawca
T. Pironti
Rok wydania
2013
Oprawa
miękka
Liczba stron
90
ISBN10
8879376071
ISBN13
9788879376075
Seria
Opis
"Il saggio Francesco un escluso nasce da una rivisitazione finalizzata a dimostrare e a ribadire, nell'economia della trattazione, la collocazione dell'appendicista napoletano fuori dalle istanze naturalistiche e realistiche. Quali le motivazioni? L'assenza dei requisiti peculiari della narrativa verista, che "l'opera d'arte deve sembrare essersi fatta da sé" sulla scorta di indagini scientifiche, di alterazioni fisiologiche, patologiche, ereditarie, storiche, ambientali. A queste tesi, di taglio lombrosiano e zoliano, per carenza di informazione e formazione pertinente, non attiene il Mastriani, il quale, anche se con connaturata indignatio, "II verismo l'ho inventato io", rimane sostanzialmente un osservatore triste e malinconico di Napoli e dei suoi fuorviati. Figure truculente e sanguigne non sono sbozzate con l'approfondimento fisicochimico del narratore naturalista, ma con l'ottica del socialismo francescano, con gli stimoli del filantropismo, aduso, senza tralasciare il concetto di imparzialità della giustizia, a commiserare devianze e malversazioni di ogni genere. Delitti, omicidi, violenze, prostituzione sono la fisionomia e la voce dei vicoli, nei quali non attecchisce la nozione di letteratura interrelata con politica, economia, diritto, filosofia, arte, religione." Postfazione di Francesco d'Episcopo.