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Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi

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Una vicenda criminale inquietante le cui radici si estendono fino ai giorni nostri, come dimostra l’inchiesta Mafia Capitale e la nuova cupola guidata da Massimo Carminati. La storia della banda della Magliana, emersa alla fine degli anni Settanta, coinvolge malavitosi di borgata, figli della miseria, che si sono messi al servizio di poteri occulti e della mafia, contribuendo a destabilizzare il Paese. Con uno stile narrativo avvincente e una rigorosa aderenza ai fatti, l'autrice analizza un sodalizio che continua a occupare un posto di rilievo nella malavita imprenditoriale. Angela Camuso, attingendo a centinaia di documenti giudiziari, tra cui quelli di Mafia Capitale, fa parlare i protagonisti, senza omettere nomi e circostanze, in una sequenza agghiacciante di crimini: dall’omicidio del giornalista Mino Pecorelli al sequestro Moro, dal rapimento di Emanuela Orlandi alla misteriosa morte di Angelo Angelotti nel 2012. Questa storia, che dura da quarant’anni, è alimentata da una rete di insospettabili, tra cui prelati, magistrati, forze dell’ordine e politici. Nonostante clamorosi "pentimenti" e faide sanguinose, la banda della Magliana ha mantenuto la sua influenza, culminando nella rapida scalata sociale di Carminati, ex militante dei Nar e membro della vecchia banda.

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Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi, Angela Camuso

Język
Rok wydania
2009
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Mai ci fu pietà. La banda della Magliana dal 1977 a oggi
Język
włoski
Rok wydania
2009
Oprawa
miękka
Liczba stron
439
ISBN10
8835980224
ISBN13
9788835980223
Seria
Ocena
1 z 5
Opis
Una vicenda criminale inquietante le cui radici si estendono fino ai giorni nostri, come dimostra l’inchiesta Mafia Capitale e la nuova cupola guidata da Massimo Carminati. La storia della banda della Magliana, emersa alla fine degli anni Settanta, coinvolge malavitosi di borgata, figli della miseria, che si sono messi al servizio di poteri occulti e della mafia, contribuendo a destabilizzare il Paese. Con uno stile narrativo avvincente e una rigorosa aderenza ai fatti, l'autrice analizza un sodalizio che continua a occupare un posto di rilievo nella malavita imprenditoriale. Angela Camuso, attingendo a centinaia di documenti giudiziari, tra cui quelli di Mafia Capitale, fa parlare i protagonisti, senza omettere nomi e circostanze, in una sequenza agghiacciante di crimini: dall’omicidio del giornalista Mino Pecorelli al sequestro Moro, dal rapimento di Emanuela Orlandi alla misteriosa morte di Angelo Angelotti nel 2012. Questa storia, che dura da quarant’anni, è alimentata da una rete di insospettabili, tra cui prelati, magistrati, forze dell’ordine e politici. Nonostante clamorosi "pentimenti" e faide sanguinose, la banda della Magliana ha mantenuto la sua influenza, culminando nella rapida scalata sociale di Carminati, ex militante dei Nar e membro della vecchia banda.