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Il male minore

devianza giovanile, un problema per tutti

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  • 110 stron
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"Scrivo questo libro perché ho vissuto a sufficienza per capire con qualche approssimazione alcune regole del vivere e per proporre ai giovani un'esistenza bella e anche buona, per se stessi e per la società che condividiamo. Perché mi pare tipica di questi tempi una "normalità" delle scelte correnti, del senso comune che, secondo me, normale proprio non è. C'è un bel salto di qualità fra le scelte personali e sociali e i valori etici o politici, laici o religiosi che vengono dichiarati. Penso per esempio alla decadenza "tranquilla", "normale", delle relazioni fra gli esseri umani, con particolare riferimento all'educazione dei ragazzi in famiglia e nei luoghi di aggregazione a loro dedicati. Perché non ne posso più delle drammatiche denunce di problemi piccoli e grandi dell'umanità, che si fermano appunto alla denuncia senza assunzioni di responsabilità. La mia "normalità" mi spinge a pensare e ad agire con la convinzione, forse semplicistica ma spesso efficace, che tutti i problemi "sono fatti per essere risolti". Solo la morte non ci appartiene: questa impresa riguarda il Padreterno. Perché credo che noi, in Italia e in Europa, insieme con le migliaia di stranieri affluenti, abbiamo una grande ricchezza di intelletto e di passione, soprattutto nei giovani, che ha bisogno di essere riconosciuta e valorizzata.

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Il male minore, Gino Rigoldi

Język
Rok wydania
2007
Oprawa
(twarda)
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2,8
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4 Ocena

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Tytuł
Il male minore
Podtytuł
devianza giovanile, un problema per tutti
Język
włoski
Wydawca
Mondadori
Rok wydania
2007
Oprawa
twarda
Liczba stron
110
ISBN10
8804570113
ISBN13
9788804570110
Seria
Ocena
2,75 z 5
Opis
"Scrivo questo libro perché ho vissuto a sufficienza per capire con qualche approssimazione alcune regole del vivere e per proporre ai giovani un'esistenza bella e anche buona, per se stessi e per la società che condividiamo. Perché mi pare tipica di questi tempi una "normalità" delle scelte correnti, del senso comune che, secondo me, normale proprio non è. C'è un bel salto di qualità fra le scelte personali e sociali e i valori etici o politici, laici o religiosi che vengono dichiarati. Penso per esempio alla decadenza "tranquilla", "normale", delle relazioni fra gli esseri umani, con particolare riferimento all'educazione dei ragazzi in famiglia e nei luoghi di aggregazione a loro dedicati. Perché non ne posso più delle drammatiche denunce di problemi piccoli e grandi dell'umanità, che si fermano appunto alla denuncia senza assunzioni di responsabilità. La mia "normalità" mi spinge a pensare e ad agire con la convinzione, forse semplicistica ma spesso efficace, che tutti i problemi "sono fatti per essere risolti". Solo la morte non ci appartiene: questa impresa riguarda il Padreterno. Perché credo che noi, in Italia e in Europa, insieme con le migliaia di stranieri affluenti, abbiamo una grande ricchezza di intelletto e di passione, soprattutto nei giovani, che ha bisogno di essere riconosciuta e valorizzata.