Bookbot

Strade Blu: Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince

Ocena książki

Parametry

  • 181 stron
  • 7 godzin czytania

Więcej o książce

Sono passati trent'anni dalla tragedia del traghetto Moby Prince, che il 10 aprile 1991, partendo da Livorno verso Olbia, collise con la petroliera Agip Abruzzo, causando un incendio mortale per centoquaranta persone. Inizialmente, la responsabilità fu attribuita al comandante della Moby Prince, deceduto nell'incidente, e a condizioni di visibilità scarsa. Tuttavia, Ugo Chessa, uno dei migliori comandanti, era al timone e la visibilità era buona. I soccorsi furono lenti e, quando i pompieri raggiunsero la nave, trovarono i corpi dei passeggeri riuniti al centro, pronti con giubbotti di salvataggio e valigie, suggerendo che non fossero stati colti di sorpresa. Nel 2006, la procura di Livorno riaprì le indagini, ma senza esiti significativi. Solo nel 2015, grazie alla determinazione dei familiari delle vittime, si costituì una commissione parlamentare d'inchiesta, che mise in discussione le verità consolidate nel tempo. Federico Zatti, analizzando i fatti, propone una nuova prospettiva, suggerendo che l'Agip Abruzzo fosse la vera protagonista dell'incidente, paragonando la situazione a un attentato contro lo Stato. L'autore esplora i legami tra l'incidente e la mafia, cercando di chiarire i molti interrogativi rimasti irrisolti.

Zakup książki

Strade Blu: Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince, Federico Zatti

Język
Rok wydania
2021
Oprawa
(miękka)
Jak tylko się pojawi, wyślemy Ci wiadomość e-mail.

Metody płatności

3,5
Dobra
23 Ocena

Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.

Tytuł
Strade Blu: Una strana nebbia. Le domande ancora aperte sul caso Moby Prince
Język
włoski
Wydawca
Mondadori
Rok wydania
2021
Oprawa
miękka
Liczba stron
181
ISBN10
8804739886
ISBN13
9788804739883
Seria
Ocena
3,5 z 5
Opis
Sono passati trent'anni dalla tragedia del traghetto Moby Prince, che il 10 aprile 1991, partendo da Livorno verso Olbia, collise con la petroliera Agip Abruzzo, causando un incendio mortale per centoquaranta persone. Inizialmente, la responsabilità fu attribuita al comandante della Moby Prince, deceduto nell'incidente, e a condizioni di visibilità scarsa. Tuttavia, Ugo Chessa, uno dei migliori comandanti, era al timone e la visibilità era buona. I soccorsi furono lenti e, quando i pompieri raggiunsero la nave, trovarono i corpi dei passeggeri riuniti al centro, pronti con giubbotti di salvataggio e valigie, suggerendo che non fossero stati colti di sorpresa. Nel 2006, la procura di Livorno riaprì le indagini, ma senza esiti significativi. Solo nel 2015, grazie alla determinazione dei familiari delle vittime, si costituì una commissione parlamentare d'inchiesta, che mise in discussione le verità consolidate nel tempo. Federico Zatti, analizzando i fatti, propone una nuova prospettiva, suggerendo che l'Agip Abruzzo fosse la vera protagonista dell'incidente, paragonando la situazione a un attentato contro lo Stato. L'autore esplora i legami tra l'incidente e la mafia, cercando di chiarire i molti interrogativi rimasti irrisolti.