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Storie: Latitante gentiluomo

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...risvegliò prematuramente la bestia dentro di me. Pensando che fosse ancora troppo presto per piani “subdoli”, cercai di tenerla sotto controllo, e sembrava comprendere. Eppure, nel momento in cui si risvegliò, fece strage di tutti. I suoi ululati erano il suo discorso straziante che diceva ciò che mille saggi non avrebbero potuto. Si faceva strada nelle mie orecchie, prendendo il sopravvento su di me. Non potevo nasconderlo. Era visibile in ogni mio movimento. Nel mio passo, nel mio sguardo, nel mio parlare. Pretendeva il suo diritto alla libertà, proprio lì e allora. Come avrei potuto silenziarlo? Come si può trattenere una tale volontà di vivere? Questa bestia selvaggia rifiutava chiaramente di inginocchiarsi davanti alle sue catene. Mi proibiva di vivere come un uomo in cattività, tanto meno di accettare la mia cattività come una condizione normale. Mi teneva all'erta, costantemente alla ricerca di una via d'uscita. Pronto a scavare, a segare le sbarre, ad appiccare fuoco alle pareti, a costruire una scala e arrampicarsi verso le stelle, finché non scoprì un'uscita. Voleva liberarsi di questa danza circolare che quei vampiri umani danzavano attorno a lui. Fino a quando non fosse uscito, lontano. Fino a quando non fosse stato nel bosco; fino a quando non avesse respirato l'aria fresca di montagna; fino a quando non avesse potuto sentire la sua voce echeggiare sotto la luce delle stelle.

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Storie: Latitante gentiluomo, Vassilis Paleokostas, Gilda Tentorio

Język
Rok wydania
2021
Oprawa
(miękka)
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4,4
Bardzo dobra
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Tytuł
Storie: Latitante gentiluomo
Język
włoski
Wydawca
People
Rok wydania
2021
Oprawa
miękka
Liczba stron
592
ISBN13
9791280105318
Seria
Ocena
4,35 z 5
Opis
...risvegliò prematuramente la bestia dentro di me. Pensando che fosse ancora troppo presto per piani “subdoli”, cercai di tenerla sotto controllo, e sembrava comprendere. Eppure, nel momento in cui si risvegliò, fece strage di tutti. I suoi ululati erano il suo discorso straziante che diceva ciò che mille saggi non avrebbero potuto. Si faceva strada nelle mie orecchie, prendendo il sopravvento su di me. Non potevo nasconderlo. Era visibile in ogni mio movimento. Nel mio passo, nel mio sguardo, nel mio parlare. Pretendeva il suo diritto alla libertà, proprio lì e allora. Come avrei potuto silenziarlo? Come si può trattenere una tale volontà di vivere? Questa bestia selvaggia rifiutava chiaramente di inginocchiarsi davanti alle sue catene. Mi proibiva di vivere come un uomo in cattività, tanto meno di accettare la mia cattività come una condizione normale. Mi teneva all'erta, costantemente alla ricerca di una via d'uscita. Pronto a scavare, a segare le sbarre, ad appiccare fuoco alle pareti, a costruire una scala e arrampicarsi verso le stelle, finché non scoprì un'uscita. Voleva liberarsi di questa danza circolare che quei vampiri umani danzavano attorno a lui. Fino a quando non fosse uscito, lontano. Fino a quando non fosse stato nel bosco; fino a quando non avesse respirato l'aria fresca di montagna; fino a quando non avesse potuto sentire la sua voce echeggiare sotto la luce delle stelle.