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Terza liceo 1939

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Terza liceo 1939 racconta un episodio incredibile e penoso vissuto da una studentessa di liceo, un evento che potrebbe ripetersi anche oggi. Il libro invita a riflettere sull'urgenza di rivedere situazioni in cui le persone sono esposte a un potere regolare e arbitrario, come nelle istituzioni educative. La narrazione di Marcella Olschki, premiata nel 1956, conduce gradualmente al cuore della storia, ambientata in una classe di liceo fascista. Gli studenti e i professori, alcuni validi e altri conformisti, sono influenzati da una propaganda fascista tanto ridicola da risultare esilarante. Piero Calamandrei, nella Prefazione, sottolinea la differenza tra le risate di questi giovani e quelle dei loro coetanei biondi, che avrebbero indossato la divisa nera delle SS. Gli studenti della III Liceo non si identificavano con una scuola priva di libertà di scelta, che inibiva ogni interesse autentico. Questa estraniazione, nel contesto del totalitarismo, generava effetti di libertà. Tuttavia, la stessa estraneità in un liceo che, al di là della mistica fascista, non è cambiato molto, solleva interrogativi sugli effetti che avrà in una società pluralistica come quella attuale.

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Terza liceo 1939, Marcella Olschki, Piero Calamandrei

Język
Rok wydania
1993
Oprawa
(miękka)
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Tytuł
Terza liceo 1939
Język
włoski
Wydawca
Sellerio
Rok wydania
1993
Oprawa
miękka
Liczba stron
116
ISBN10
8838909458
ISBN13
9788838909450
Seria
Kategorie
Tagi
Ocena
3,5 z 5
Opis
Terza liceo 1939 racconta un episodio incredibile e penoso vissuto da una studentessa di liceo, un evento che potrebbe ripetersi anche oggi. Il libro invita a riflettere sull'urgenza di rivedere situazioni in cui le persone sono esposte a un potere regolare e arbitrario, come nelle istituzioni educative. La narrazione di Marcella Olschki, premiata nel 1956, conduce gradualmente al cuore della storia, ambientata in una classe di liceo fascista. Gli studenti e i professori, alcuni validi e altri conformisti, sono influenzati da una propaganda fascista tanto ridicola da risultare esilarante. Piero Calamandrei, nella Prefazione, sottolinea la differenza tra le risate di questi giovani e quelle dei loro coetanei biondi, che avrebbero indossato la divisa nera delle SS. Gli studenti della III Liceo non si identificavano con una scuola priva di libertà di scelta, che inibiva ogni interesse autentico. Questa estraniazione, nel contesto del totalitarismo, generava effetti di libertà. Tuttavia, la stessa estraneità in un liceo che, al di là della mistica fascista, non è cambiato molto, solleva interrogativi sugli effetti che avrà in una società pluralistica come quella attuale.