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Delphine scrive musica, veste punk, gioca con il gatto e commette omicidi. Questo è il suo modo di esprimere il disprezzo per il mondo. Nutre un odio profondo per gli uomini, le donne e la società, e un giorno, dopo un tentativo di rapina, decide che l'umanità merita l'estinzione. Con l'aiuto di Narciso, un giovane bello e ricco, Delphine compie omicidi efferati in un'ottica di "contrappasso dantesco". Le sue vittime subiscono torture orribili, come una ragazza costretta a mangiare il proprio grasso. Il romanzo è caratterizzato da uno stile splatter e dalla schizofrenia imprevedibile della protagonista. La scrittura è fluida e ben strutturata, con una profonda analisi psicologica dei personaggi. Delphine è odiosa e il lettore non deve identificarvisi, ma piuttosto disprezzarla. Non è un modello da seguire, ma un esempio da evitare, come si evince dal finale. La narrazione è disturbante, con momenti al limite della decenza e altri che sfiorano il blasfemo. Nonostante il disgusto e l'orrore, il lettore è irresistibilmente attratto dalla storia, come in un film horror che provoca ribrezzo ma che si continua a guardare, spinti da una curiosità macabra e inquietante.
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Vertigo Black: Barbie deve morire, Genea
- Język
- Rok wydania
- 2007
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Vertigo Black: Barbie deve morire
- Język
- włoski
- Autorzy
- Genea
- Wydawca
- Newton Compton editori
- Rok wydania
- 2007
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 165
- ISBN10
- 8854109509
- ISBN13
- 9788854109506
- Seria
- Ocena
- 2,55 z 5
- Opis
- Delphine scrive musica, veste punk, gioca con il gatto e commette omicidi. Questo è il suo modo di esprimere il disprezzo per il mondo. Nutre un odio profondo per gli uomini, le donne e la società, e un giorno, dopo un tentativo di rapina, decide che l'umanità merita l'estinzione. Con l'aiuto di Narciso, un giovane bello e ricco, Delphine compie omicidi efferati in un'ottica di "contrappasso dantesco". Le sue vittime subiscono torture orribili, come una ragazza costretta a mangiare il proprio grasso. Il romanzo è caratterizzato da uno stile splatter e dalla schizofrenia imprevedibile della protagonista. La scrittura è fluida e ben strutturata, con una profonda analisi psicologica dei personaggi. Delphine è odiosa e il lettore non deve identificarvisi, ma piuttosto disprezzarla. Non è un modello da seguire, ma un esempio da evitare, come si evince dal finale. La narrazione è disturbante, con momenti al limite della decenza e altri che sfiorano il blasfemo. Nonostante il disgusto e l'orrore, il lettore è irresistibilmente attratto dalla storia, come in un film horror che provoca ribrezzo ma che si continua a guardare, spinti da una curiosità macabra e inquietante.


