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Dark Star Safari. Dal Cairo a Città del Capo via terra

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'O safári da stella nera' narra una viaggio dal Cairo a Città del Capo, passando per il Nilo, Sudan, Etiopia, Kenya e Uganda. Theroux viaggia in treno, canoa e camion, esplorando paesaggi mozzafiato e pericolosi. L'autore si distingue per incontri casuali, disprezzando orari rigidi e celebrando l'avventura di viaggiare in regioni remote. Osserva l'Africa con uno sguardo critico, riflettendo sulla realtà del continente, spesso fraintesa. Theroux critica la visione semplicistica che considera l'Africa solo un luogo di povertà e corruzione, esprimendo disprezzo per città che giudica caotiche. Per lui, l'Africa è un rifugio, un luogo dove sfuggire alle pressioni urbane. Si sforza di connettersi con gli africani, parlando swahili e chichewa, evitando il ruolo di turista comune. La sua critica si estende all'industria dell'aiuto umanitario, ritenendo che molti occidentali sottovalutino le capacità degli africani. Dopo 40 anni, Theroux torna nel continente, riflettendo sui cambiamenti dalla sua giovinezza, segnata da ideali di decolonizzazione e socialismo. Conclude che l'Africa rurale, dove le persone coltivano il proprio cibo, è...

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Dark Star Safari. Dal Cairo a Città del Capo via terra, Paul Theroux, Fenisia Giannini

Język
Rok wydania
2006
Oprawa
(twarda)
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Tytuł
Dark Star Safari. Dal Cairo a Città del Capo via terra
Język
włoski
Rok wydania
2006
Oprawa
twarda
Liczba stron
521
ISBN10
8884908620
ISBN13
9788884908629
Seria
Oryginalna nazwa
My secret history
Ocena
4 z 5
Opis
'O safári da stella nera' narra una viaggio dal Cairo a Città del Capo, passando per il Nilo, Sudan, Etiopia, Kenya e Uganda. Theroux viaggia in treno, canoa e camion, esplorando paesaggi mozzafiato e pericolosi. L'autore si distingue per incontri casuali, disprezzando orari rigidi e celebrando l'avventura di viaggiare in regioni remote. Osserva l'Africa con uno sguardo critico, riflettendo sulla realtà del continente, spesso fraintesa. Theroux critica la visione semplicistica che considera l'Africa solo un luogo di povertà e corruzione, esprimendo disprezzo per città che giudica caotiche. Per lui, l'Africa è un rifugio, un luogo dove sfuggire alle pressioni urbane. Si sforza di connettersi con gli africani, parlando swahili e chichewa, evitando il ruolo di turista comune. La sua critica si estende all'industria dell'aiuto umanitario, ritenendo che molti occidentali sottovalutino le capacità degli africani. Dopo 40 anni, Theroux torna nel continente, riflettendo sui cambiamenti dalla sua giovinezza, segnata da ideali di decolonizzazione e socialismo. Conclude che l'Africa rurale, dove le persone coltivano il proprio cibo, è...