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L’esigenza di dare un significato all’incessante scorrere degli eventi ha portato il pensiero moderno a vedere nella storia un progresso giustificativo per crisi e dolori. Tuttavia, già gli storici classici come Erodoto, Tucidide e Polibio avevano rinunciato a questa visione monumentale. Per il pensiero classico, le azioni umane seguono l’eterna ciclicità del cosmo, non una rivoluzione sociale, ma quella immutabile degli astri. Tra queste due visioni si colloca, secondo Karl Löwith, la prospettiva giudaico-cristiana, che segna una rottura fondamentale: il senso degli eventi non è nel passato, ma in un futuro escatologico che determina ogni fatto in una storia della salvezza, culminante nella redenzione. Mentre il credente porta la croce, il filosofo secolarizza la speranza religiosa in una fede nel progresso, che è sia “cristiana nella sua origine” che “anti-cristiana nelle sue conseguenze”. Pubblicato nel 1949 e considerato un classico della filosofia contemporanea, il testo è un’analisi dei presupposti teologici in ogni filosofia della storia, evidenziando il loro fallimento. Esplora anche rare eccezioni, come Burckhardt e Vico, che offrono una prospettiva più umana, giungendo a una tesi radicale: l’impossibilità della filosofia della storia.
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Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia, Flora Tedeschi Negri, Karl Löwith
- Język
- Rok wydania
- 2004
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- Significato e fine della storia. I presupposti teologici della filosofia della storia
- Język
- włoski
- Autorzy
- Flora Tedeschi Negri, Karl Löwith
- Wydawca
- NET
- Rok wydania
- 2004
- Oprawa
- miękka
- Liczba stron
- 258
- ISBN10
- 8851521980
- ISBN13
- 9788851521981
- Seria
- Kategorie
- Tagi
- Tematy historyczne, Tematy religijne, Tematyka filozoficzna, Polityka, Teologia, Prezenty dla dziadka
- Oryginalna nazwa
- Meaning in history
- Ocena
- 3,95 z 5
- Opis
- L’esigenza di dare un significato all’incessante scorrere degli eventi ha portato il pensiero moderno a vedere nella storia un progresso giustificativo per crisi e dolori. Tuttavia, già gli storici classici come Erodoto, Tucidide e Polibio avevano rinunciato a questa visione monumentale. Per il pensiero classico, le azioni umane seguono l’eterna ciclicità del cosmo, non una rivoluzione sociale, ma quella immutabile degli astri. Tra queste due visioni si colloca, secondo Karl Löwith, la prospettiva giudaico-cristiana, che segna una rottura fondamentale: il senso degli eventi non è nel passato, ma in un futuro escatologico che determina ogni fatto in una storia della salvezza, culminante nella redenzione. Mentre il credente porta la croce, il filosofo secolarizza la speranza religiosa in una fede nel progresso, che è sia “cristiana nella sua origine” che “anti-cristiana nelle sue conseguenze”. Pubblicato nel 1949 e considerato un classico della filosofia contemporanea, il testo è un’analisi dei presupposti teologici in ogni filosofia della storia, evidenziando il loro fallimento. Esplora anche rare eccezioni, come Burckhardt e Vico, che offrono una prospettiva più umana, giungendo a una tesi radicale: l’impossibilità della filosofia della storia.
