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Fabula - 46: Il viceré di Ouidah

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Più di un secolo dopo la morte di Dom Francisco da Silva, celebre negriero, i suoi discendenti si riuniscono a Ouidah, nel Dahomey, per onorarlo con una messa di requiem e un pranzo. Questa folla variegata, composta da poveri e ricchi, condivide un rimpianto per l'epoca della tratta degli schiavi, un periodo in cui la loro famiglia era ricca e famosa. Ognuno di loro tiene appeso il ritratto di Dom Francisco, sentendosi così connesso all'eternità. La narrazione ci riporta ai primi anni dell’Ottocento, quando il giovane Francisco da Silva si imbarca per cercare fortuna in Africa. Da quel momento, una sequenza di eventi si dispiega con un incessante delirio: il re pazzo del Dahomey, le sue feroci Amazzoni, e le macabre decorazioni con teschi dei nemici. Si alternano immagini vivide e inquietanti, come il negriero tuffato nell’indaco e il lamento di una reclusa centenaria. Con maestria, l'autore ricompone nella sua prosa asciutta e vibrante le schegge di una storia vera, che si snoda come un sogno inestricabile, punteggiato di atroci sorprese. Le voci del passato si intrecciano con quelle dei discendenti, mentre spargono cibo, sangue e gin sul letto, tomba e altare del Morto.

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Fabula - 46: Il viceré di Ouidah, Bruce Chatwin, Marina Marchesi

Język
Rok wydania
1991
Oprawa
(miękka)
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Bardzo dobra
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Tytuł
Fabula - 46: Il viceré di Ouidah
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
1991
Oprawa
miękka
Liczba stron
149
ISBN10
884590797X
ISBN13
9788845907975
Seria
Kategorie
Oryginalna nazwa
The viceroy of Quidah
Ocena
3,65 z 5
Opis
Più di un secolo dopo la morte di Dom Francisco da Silva, celebre negriero, i suoi discendenti si riuniscono a Ouidah, nel Dahomey, per onorarlo con una messa di requiem e un pranzo. Questa folla variegata, composta da poveri e ricchi, condivide un rimpianto per l'epoca della tratta degli schiavi, un periodo in cui la loro famiglia era ricca e famosa. Ognuno di loro tiene appeso il ritratto di Dom Francisco, sentendosi così connesso all'eternità. La narrazione ci riporta ai primi anni dell’Ottocento, quando il giovane Francisco da Silva si imbarca per cercare fortuna in Africa. Da quel momento, una sequenza di eventi si dispiega con un incessante delirio: il re pazzo del Dahomey, le sue feroci Amazzoni, e le macabre decorazioni con teschi dei nemici. Si alternano immagini vivide e inquietanti, come il negriero tuffato nell’indaco e il lamento di una reclusa centenaria. Con maestria, l'autore ricompone nella sua prosa asciutta e vibrante le schegge di una storia vera, che si snoda come un sogno inestricabile, punteggiato di atroci sorprese. Le voci del passato si intrecciano con quelle dei discendenti, mentre spargono cibo, sangue e gin sul letto, tomba e altare del Morto.