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Romanzo di guerra dello scrittore danese che cattura il corso della battaglia di Stalingrado dal punto di vista di un membro della divisione corazzata tedesca. I protagonisti sono soldati tedeschi che formano l'equipaggio di un carro armato coinvolto negli scontri decisivi sul fronte orientale. Tra di loro c'è l'autore stesso, un giovane di vent'anni arruolato nell'esercito tedesco dopo l'occupazione della Danimarca. Come disertore, finisce in un campo di concentramento e successivamente viene assegnato a un'unità punitiva che combatte anche a Stalingrado. Il romanzo si concentra sulla seconda fase della battaglia, quando le forze sovietiche, nell'autunno del 1942, passano alla controffensiva e i tedeschi vengono accerchiati. Si trovano in una situazione disperata, con il morale in caduta libera, ossessionati solo dalla sopravvivenza. Afflitti dalla mancanza di cibo, abbigliamento caldo e medicine, fallisce anche il tentativo di ottocento soldati di raggiungere la linea del fronte tedesco. La narrazione è interrotta da brevi capitoli che presentano citazioni da discorsi e ordini delle figure di spicco del Terzo Reich, evidenziando la criminalità del regime fascista. La prosa rappresenta un autentico e sconvolgente testimone delle atrocità della guerra.
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General SS, Sven Hassel
- Język
- Rok wydania
- Oprawa
- (miękka)
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- Tytuł
- General SS
- Język
- włoski
- Autorzy
- Sven Hassel
- Wydawca
- rado Longanesi & C.
- Oprawa
- miękka
- Seria
- Legion of the Damned
- Kategorie
- Tagi
- Tematy historyczne, Fikcja wojenna, II Wojna Światowa, Związek Radziecki, Bitwa o Stalingrad (1942-1943)
- Pierwsze wydanie
- 1969
- Oryginalna nazwa
- S. S. General
- Ocena
- 4,7 z 5
- Opis
- Romanzo di guerra dello scrittore danese che cattura il corso della battaglia di Stalingrado dal punto di vista di un membro della divisione corazzata tedesca. I protagonisti sono soldati tedeschi che formano l'equipaggio di un carro armato coinvolto negli scontri decisivi sul fronte orientale. Tra di loro c'è l'autore stesso, un giovane di vent'anni arruolato nell'esercito tedesco dopo l'occupazione della Danimarca. Come disertore, finisce in un campo di concentramento e successivamente viene assegnato a un'unità punitiva che combatte anche a Stalingrado. Il romanzo si concentra sulla seconda fase della battaglia, quando le forze sovietiche, nell'autunno del 1942, passano alla controffensiva e i tedeschi vengono accerchiati. Si trovano in una situazione disperata, con il morale in caduta libera, ossessionati solo dalla sopravvivenza. Afflitti dalla mancanza di cibo, abbigliamento caldo e medicine, fallisce anche il tentativo di ottocento soldati di raggiungere la linea del fronte tedesco. La narrazione è interrotta da brevi capitoli che presentano citazioni da discorsi e ordini delle figure di spicco del Terzo Reich, evidenziando la criminalità del regime fascista. La prosa rappresenta un autentico e sconvolgente testimone delle atrocità della guerra.
