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La regina delle fate (in inglese The Faerie Queene) è il poema epico incompiuto di Edmund Spenser, edito nel 1590. Edmund Spenser definì The Faerie Queene come un'allegoria, in una lettera a Walter Raleigh pubblicata insieme alla prima edizione del poema. una lunga e densa allegoria delle virtù cristiane, calata nel contesto della leggenda di re Artù. L'idea originaria di Spenser era di scrivere dodici libri divisi a loro volta in dodici canti, ma la morte prematura ha fermato a metà la sua opera. Il numero dei canti, comunque, rimanda all'Eneide di Virgilio. Il poema è scritto in strofe spenseriane (otto pentametri giambici e un verso alessandrino legati dalla rima ababbcbcc), poi ripresa da William Wordsworth, John Keats, Lord Byron e Alfred Tennyson. In ognuno dei sei libri, vengono introdotti altrettanti cavalieri che rappresentano delle virtù. Redcrosse è quello della sacralità; Guyon della temperanza; donna Britomart della castità; seguono quelli dell'amicizia, della giustizia e della cortesia. Ogni significato è spiegato gradualmente nel corso dell'opera in maniera complessa. Inoltre, la regina delle fate e Britomart possono essere identificate nella regina Elisabetta I d'Inghilterra, il che complica ulteriormente il poema. Si inserisce così un'allegoria storica che coinvolge anche vari eventi del Cinquecento inglese e irlandese. La stessa epicità del poema rimanda alla gloria della sua nazione. La regina delle fate ha ispirato decine di scrittori, tra cui John Milton, John Keats, James Joyce e Ezra Pound.

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La regina delle fate, Edmund Spenser, Thomas P. Boche, L. Manini

Język
Rok wydania
2012
Oprawa
(twarda)
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Tytuł
La regina delle fate
Język
włoski
Wydawca
Bompiani
Rok wydania
2012
Oprawa
twarda
Liczba stron
2274
ISBN10
8845272060
ISBN13
9788845272066
Seria
Opis
La regina delle fate (in inglese The Faerie Queene) è il poema epico incompiuto di Edmund Spenser, edito nel 1590. Edmund Spenser definì The Faerie Queene come un'allegoria, in una lettera a Walter Raleigh pubblicata insieme alla prima edizione del poema. una lunga e densa allegoria delle virtù cristiane, calata nel contesto della leggenda di re Artù. L'idea originaria di Spenser era di scrivere dodici libri divisi a loro volta in dodici canti, ma la morte prematura ha fermato a metà la sua opera. Il numero dei canti, comunque, rimanda all'Eneide di Virgilio. Il poema è scritto in strofe spenseriane (otto pentametri giambici e un verso alessandrino legati dalla rima ababbcbcc), poi ripresa da William Wordsworth, John Keats, Lord Byron e Alfred Tennyson. In ognuno dei sei libri, vengono introdotti altrettanti cavalieri che rappresentano delle virtù. Redcrosse è quello della sacralità; Guyon della temperanza; donna Britomart della castità; seguono quelli dell'amicizia, della giustizia e della cortesia. Ogni significato è spiegato gradualmente nel corso dell'opera in maniera complessa. Inoltre, la regina delle fate e Britomart possono essere identificate nella regina Elisabetta I d'Inghilterra, il che complica ulteriormente il poema. Si inserisce così un'allegoria storica che coinvolge anche vari eventi del Cinquecento inglese e irlandese. La stessa epicità del poema rimanda alla gloria della sua nazione. La regina delle fate ha ispirato decine di scrittori, tra cui John Milton, John Keats, James Joyce e Ezra Pound.