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Le madonne dell'Ermitage

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La malattia ha fatto a Marina un dono prezioso. La sua mente, erosa dall’Alzheimer, percepisce ogni cosa con la meraviglia di un bambino che scopre il mondo intorno a sé. E mentre le rende estranei gesti compiuti poco prima, sotto lo sguardo colmo d’amore di Dimitrij, le restituisce nitidamente i ricordi di un passato che in lei ha messo radici profonde. 1941. Leningrado è stretta d’assedio dai nazisti, intrappolata in una morsa di fuoco e ghiaccio. Le sue strade, i suoi palazzi sono spettri, i suoi abitanti l’ombra di se stessi. Prima che la guerra portasse a questo, Marina lavorava come guida al museo dell’Ermitage, conducendo i visitatori tra i capolavori che ne animavano le sale. Ora quelle stanze sono vuote, dei quadri che lei ha ammirato fino a imprimerli a uno a uno nella sua mente rimangono solo le cornici, quasi una muta promessa che quelle tele non andranno perdute. Anche Dimitrij, nell’interminabile crepuscolo di un giorno d’estate, le ha fatto una promessa, prima di partire: tornerà, la guerra non negherà un futuro al loro amore. Per sopravvivere all’orrore che la circonda, Marina si aggrappa a quella speranza e si perde nelle immagini dei suoi quadri: i nudi femminili, le scene campestri, le preziose madonne. Fino a quando la realtà intorno a lei non tornerà a tingersi di colore.

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Le madonne dell'Ermitage, Debra Dean

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(miękka)
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3,8
Bardzo dobra
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Tytuł
Le madonne dell'Ermitage
Język
włoski
Autorzy
Debra Dean
Wydawca
Piemme
Oprawa
miękka
Liczba stron
236
Seria
Pierwsze wydanie
2006
Oryginalna nazwa
The Madonnas of Leningrad
Ocena
3,8 z 5
Opis
La malattia ha fatto a Marina un dono prezioso. La sua mente, erosa dall’Alzheimer, percepisce ogni cosa con la meraviglia di un bambino che scopre il mondo intorno a sé. E mentre le rende estranei gesti compiuti poco prima, sotto lo sguardo colmo d’amore di Dimitrij, le restituisce nitidamente i ricordi di un passato che in lei ha messo radici profonde. 1941. Leningrado è stretta d’assedio dai nazisti, intrappolata in una morsa di fuoco e ghiaccio. Le sue strade, i suoi palazzi sono spettri, i suoi abitanti l’ombra di se stessi. Prima che la guerra portasse a questo, Marina lavorava come guida al museo dell’Ermitage, conducendo i visitatori tra i capolavori che ne animavano le sale. Ora quelle stanze sono vuote, dei quadri che lei ha ammirato fino a imprimerli a uno a uno nella sua mente rimangono solo le cornici, quasi una muta promessa che quelle tele non andranno perdute. Anche Dimitrij, nell’interminabile crepuscolo di un giorno d’estate, le ha fatto una promessa, prima di partire: tornerà, la guerra non negherà un futuro al loro amore. Per sopravvivere all’orrore che la circonda, Marina si aggrappa a quella speranza e si perde nelle immagini dei suoi quadri: i nudi femminili, le scene campestri, le preziose madonne. Fino a quando la realtà intorno a lei non tornerà a tingersi di colore.