Bookbot

Biblioteca Adelphi - 236: Il dono

Ocena książki

Więcej o książce

Scritto fra il 1935 e il 1937, l'ultimo romanzo russo di Nabokov è un'opera complessa e ricca, al centro della quale si trova l'iniziazione alla letteratura, all'amore e all'età adulta di un giovane emigrato russo nella Berlino degli anni Venti. Il protagonista sembra riflettere Nabokov stesso, ma la narrazione si sviluppa in un gioco di rimandi e rifrazioni che sfida ogni identificazione. Questo romanzo è anche un tributo alla letteratura russa, ricco di allusioni e influenze degli autori che hanno plasmato lo stile nabokoviano. La figura centrale è quella del padre, l'esploratore Konstantin Godunov-Cerdyncev, un uomo che possiede conoscenze uniche e guarda verso "azzurri paesi". La peculiarità dell'opera risiede nella sua struttura, che racchiude una pluralità di romanzi riflessi l'uno nell'altro, culminando in una narrazione che si intreccia con la scrittura del libro stesso. Questo esempio di "libro sul libro" continua a influenzare la forma del romanzo contemporaneo, esplorando la riflessione della parola su se stessa, simile al teorema di Gödel. Pubblicato a puntate nel 1937-38, il romanzo ha visto la sua prima edizione integrale nel 1952. Questa traduzione dal testo originale è accompagnata da un saggio di Serena Vitale, che illumina la vivida luce russa che pervade l'opera.

Zakup książki

Biblioteca Adelphi - 236: Il dono, Vladimir Vladimirovič Nabokov, Serena Vitale

Język
Rok wydania
1991
Oprawa
(miękka)
Jak tylko się pojawi, wyślemy Ci wiadomość e-mail.

Metody płatności

4,0
Bardzo dobra
3053 Ocena

Brakuje nam tutaj Twojej recenzji.

Tytuł
Biblioteca Adelphi - 236: Il dono
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
1991
Oprawa
miękka
Liczba stron
474
ISBN10
8845908313
ISBN13
9788845908316
Seria
Pierwsze wydanie
1938
Oryginalna nazwa
Дар (Dar)
Ocena
4 z 5
Opis
Scritto fra il 1935 e il 1937, l'ultimo romanzo russo di Nabokov è un'opera complessa e ricca, al centro della quale si trova l'iniziazione alla letteratura, all'amore e all'età adulta di un giovane emigrato russo nella Berlino degli anni Venti. Il protagonista sembra riflettere Nabokov stesso, ma la narrazione si sviluppa in un gioco di rimandi e rifrazioni che sfida ogni identificazione. Questo romanzo è anche un tributo alla letteratura russa, ricco di allusioni e influenze degli autori che hanno plasmato lo stile nabokoviano. La figura centrale è quella del padre, l'esploratore Konstantin Godunov-Cerdyncev, un uomo che possiede conoscenze uniche e guarda verso "azzurri paesi". La peculiarità dell'opera risiede nella sua struttura, che racchiude una pluralità di romanzi riflessi l'uno nell'altro, culminando in una narrazione che si intreccia con la scrittura del libro stesso. Questo esempio di "libro sul libro" continua a influenzare la forma del romanzo contemporaneo, esplorando la riflessione della parola su se stessa, simile al teorema di Gödel. Pubblicato a puntate nel 1937-38, il romanzo ha visto la sua prima edizione integrale nel 1952. Questa traduzione dal testo originale è accompagnata da un saggio di Serena Vitale, che illumina la vivida luce russa che pervade l'opera.