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Nel dicembre del 1961, sei anni dopo la pubblicazione di Lolita, Nabokov termina un'opera audace e segreta, caratterizzata da un poema di 999 versi e un commento. Al centro del poema c'è John Shade, un sessantunenne poeta e professore al Wordsmith College, i cui ricordi si intrecciano con interrogativi metafisici sulla morte, accentuati dal suicidio della figlia. Nonostante il tono sereno e ironico della sua conclusione, Shade ignora che la morte è di nuovo in agguato. Il commento è affidato a Charles Kinbote, un visiting professor snob e bizzarro, che cerca di guidare il lettore verso una corretta interpretazione del poema, raccontando le avventure del suo presunto ispiratore, lui stesso, esule da Zembla, un regno europeo. Le sue note, tra gossip e accademia, parodiano i mondi contrapposti di Zembla e dell'America borghese che lo ha accolto. L'opera offre una complessa mimesi della realtà, ponendo interrogativi su Kinbote: è un re in esilio, un pedante profugo, o un soggetto psichiatrico? E il poema è autentico o una parodia? Con molteplici livelli di realtà, l'intreccio si sviluppa in una pastorale che esplode in commedia, culmina in un'elegia e si trasforma in racconto avventuroso, mantenendo come nota dominante la tragica solitudine. Scritto in inglese tra il 1960 e il 1961, il libro fu pubblicato nel 1962.

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Fuoco pallido, Vladimir Vladimirovič Nabokov, Anna Raffetto, Franca Pece

Język
Rok wydania
2002
Oprawa
(miękka)
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4,2
Bardzo dobra
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Tytuł
Fuoco pallido
Język
włoski
Wydawca
Adelphi
Rok wydania
2002
Oprawa
miękka
Liczba stron
321
ISBN10
8845917320
ISBN13
9788845917325
Seria
Pierwsze wydanie
1962
Oryginalna nazwa
Pale Fire
Ocena
4,2 z 5
Opis
Nel dicembre del 1961, sei anni dopo la pubblicazione di Lolita, Nabokov termina un'opera audace e segreta, caratterizzata da un poema di 999 versi e un commento. Al centro del poema c'è John Shade, un sessantunenne poeta e professore al Wordsmith College, i cui ricordi si intrecciano con interrogativi metafisici sulla morte, accentuati dal suicidio della figlia. Nonostante il tono sereno e ironico della sua conclusione, Shade ignora che la morte è di nuovo in agguato. Il commento è affidato a Charles Kinbote, un visiting professor snob e bizzarro, che cerca di guidare il lettore verso una corretta interpretazione del poema, raccontando le avventure del suo presunto ispiratore, lui stesso, esule da Zembla, un regno europeo. Le sue note, tra gossip e accademia, parodiano i mondi contrapposti di Zembla e dell'America borghese che lo ha accolto. L'opera offre una complessa mimesi della realtà, ponendo interrogativi su Kinbote: è un re in esilio, un pedante profugo, o un soggetto psichiatrico? E il poema è autentico o una parodia? Con molteplici livelli di realtà, l'intreccio si sviluppa in una pastorale che esplode in commedia, culmina in un'elegia e si trasforma in racconto avventuroso, mantenendo come nota dominante la tragica solitudine. Scritto in inglese tra il 1960 e il 1961, il libro fu pubblicato nel 1962.